Restaurant

Ristorante è molto curato nell’arredamento e nella cucina, la Pentolaccia è davvero oggi a Roma il ritrovo del gusto e dell’eleganza, raffinatezza trasposta nell’arte del saper ben preparare  i piatti della tipica tradizione romana, con uno sguardo e un attenzione per le materie prime scelte. Il  titolare Massimo e lo chef  Felice Giannobile deliziano e coccolano il loro ospite con una creatività e una professionalità data da tanti anni nel campo della ristorazione e dalla passione che mettono nel loro lavoro; il ristorante è rinomato anche per eventi speciali, cene e pranzi di lavoro con un servizio ad hoc per il cliente.

Il menù  è abilmente studiato da Felice  che provvede personalmente agli acquisti delle materie prime che poi trasforma in semplici gustosi e bellissimi piatti che conquistano ogni giorno palati più esigenti.
Protagonista di queste creazioni è Roma,  con i  tonnarelli cacio e pepe, saltimbocca alla romana, coda alla vaccinara, la famosa trippa e i dolci fatti in casa, creazioni accompagnati da circa 250 etichette di vini sia italiani che stranieri e da sublimi liquori preparati amabilmente da Domenico Tomassini e Giuseppe Giannobile, quali il mandarinetto, il limoncello fatto con acqua di sorgente, il nocino, la genziana, il mirto e il gambrinus.........

Wine & Co

 

Annata 1964

Nervi è la più antica casa vinicola ancora in attività di Gattinara, villaggio del Nord Piemonte, zona di produzione di uno dei più fini e storici vini d’Italia. I terreni sciolti di porfidi vulcanici donano straordinaria finezza minerale al Nebbiolo (localmente detto “Spanna”) ed il clima giustamente asciutto e fresco delle colline pedemontane ne esalta il lato aromatico.

 

 

Colore rosso rubino profondo, con riflesso granato, all'olfatto è composto e affascinante con percezioni di frutti rossi, di mora,prugna e liquirizia, con sfumature di vanilia, crema e cuoio.

La bocca dona sensazioni intense, asciutto e corposo, il Fruttato viene vivacizzato da un accenno di sapidità, gusto lungo e persistente. Si abbina bene da inizio a fine pasto , con primi piatti robusti , carni rosse, selvaggina e formaggi

 

 

75% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc

Tenuta Tignanello, dove si trovano i rinomati vigneti di Tignanello e Solaia, è situata tra le valli della Greve e di Pesa, nel cuore del Chianti Classico, esattamente tra i piccoli borghi di Montefiridolfi e Santa Maria a Macerata, 30 km a sud di Firenze.
Il vino, di colore rosso rubino molto intenso caratterizzato da riflessi violacei, è immediatamente suadente nella sua espressione aromatica ed armonico nel suo carattere elegantemente chiantigiano. Le note olfattive si esprimono con sentori di liquirizia, viola, mammola e ciliegia sotto spirito, passando attraverso sentori di vaniglia, cacao e tostato dolce con ottima intensità e dolcissima eleganza. Sapidità e freschezza esaltano un retrogusto di grande persistenza e suadente finezza.

 

 

85% Cabernet Sauvignon 15% Cabernet Franc

Particolarmente indicato per i cibi dal sapore intenso e prodotti da caccia, in particolar modo il piccione arrosto, i filetti alla bordolese, i formaggi dal sapore deciso. Consigliato anche il semplice abbinamento con qualche gheriglio di noce e fungo porcino a crudo, condito solo con poche gocce di olio di oliva e qualche intensa erba aromatica dal profumo mediterraneo.

La nostra carta dei vini

 

I nostri liquori fatti in casa

 

Il nome viene fatto risalire a Gentius, re dell' Illiria che per primo scoprì le virtù medicamentose di questa pianta. Dà nome a tutto il genere di queste piante perché sembra che Gentius sia stato il primo ad usare le radici di genziana, probabilmente macerate o bollite, per curarsi un attacco di febbre.

40 gr. GENZIANA (pezzetti di radice essiccata) 1 lt. (vino bianco secco) 300 gr ALCOOL per liquori 95° 200 gr ZUCCHERO 100 gr ACQUA

Mettete a macerare i pezzetti di radice di Genziana nel vino per 40 gg , trascorso tale periodo filtrate per benino ed aggiungete i 300 gr di alccol . Intanto avrete fatto sciogliere lo zucchero in acqua a freddo ( io metto zucchero e acqua in una bottiglia e agito con forza fino a scioglimento, inoltre preparo questa mistura già un paio di giorni prima di filtrare le radicette dal vino in questo modo sono sicura che zucchero e acqua son ben amalgamate) . Unite tutti i vostri ingredienti e mescolate di nuovo agitando la bottiglia. A questo punto il vostro amaro è già pronto per un assaggio. Imbottigliate in bottiglie di vetro chiaro per poter godere i bei riflessi di questo liquore che vi propone i caldi toni del bosco autunnale. Personalmente preferisco far “riposare” il liquore per almeno altri 30 /40 giorni perché gli ingredienti si armonizzino al meglio. Un’ultima raccomandazione…quando assaggerete il vostro liquore NON dimenticate che avete preparato un AMARO e tale esso sarà al vostro gusto…un amaro veramente amaro….ma ottimo per le sue qualità digestive. Se proprio non ve la sentite di realizzarlo come tradizione vuole potete portare a 250 gr la dose di zucchero….ma non vi consiglio di aggiungerne di più. ;

 

Per confezionare 1 litro e mezzo di Limoncello, procuratevi questi ingredienti: - 10 limoni di media grandezza non trattati, - 1 litro di alcol a 90°, - 400 gr di zucchero - mezzo litro di acqua.

Poi procedete in questo modo: per prima cosa lavate accuratamente i limoni e tagliatene la scorza sottilissima, stando attenti a non tagliare la parte bianca. Mettete le scorze su un tagliere e riducetele a piccole listarelle.

Raccogliete le listarelle di limone in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, versateci sopra tutto il litro di alcol, chiudete e lasciate in infusione per 15 giorni.

Trascorsi i 15 giorni, preparate lo sciroppo di acqua e zucchero. In un pentolino versate zucchero e acqua contemporaneamente, quindi scaldate a fuoco dolce fino a che lo zucchero non si sarà tutto disciolto. Spegnete e fate raffreddare a temperatura ambiente.

Unite lo sciroppo all’alcol in infusione mescolando bene. Prendete un secondo recipiente e trasferitevi tutto il liquore filtrandolo con un imbuto rivestito da una garza o da carta filtro. Ripetete l’operazione al contrario una seconda volta, strizzando bene le scorzette di limone.

Infine, sempre servendovi dell’imbuto filtrante, riempite le bottiglie, chiudetele e riponetele a riposare in una dispensa asciutta.

 

Ingredienti: 2 mandarini 250 gr di alcool 250 gr di acqua 250 gr di zucchero cannella

Lavare accuratamente i mandarini non trattati sotto l’acqua corrente. Pelarli munendosi di un coltellino affilato facendo attenzione a non prelevare la parte interna bianca del frutto (il mallo). Riporre la buccia in un vaso di vetro asciutto e ben lavato con la cannella (quantità a piacere). Lasciare a macerare riponendo il vaso al buio per circa 5 giorni. Trascorso il tempo previsto preparare uno sciroppo con l’acqua e lo zucchero. In un tegame scaldare l’acqua e sciogliervi lo zucchero. Non appena lo sciroppo si sarà raffreddato unire l’alcool aromatizzato filtrato con un colino. Preparare una bottiglia di vetro ben pulita e asciutta e con un imbuto e dun colino (non di metallo) versare il liquido. Dopo qualche giorno di riposo il liquore sarà pronto.

Le noci devono essere rigorosamente di provenienza locale e prive di qualsiasi trattamento. Esse inoltre devono essere, così come indica la tradizione, raccolte nel periodo a cavallo della festività di S. Giovanni battista. La giusta consistenza della noce va valutata forandola con uno spillo e/o verificata visivamente spaccandola a metà con un coltello..

INGREDIENTI 1 litro di alcool 95° 700-900 gr di zucchero 1 Kg di noci (33-35 noci circa a seconda della dimensione ma sempre in numero dispari)

PROCEDIMENTO Le noci, una volta raccolte, devono essere tagliate in 4 parti e riposte in un contenitore di vetro (privo di guarnizioni di gomma) insieme allo zucchero. Dopo averle conservate al sole per 1-2 giorni e mescolate periodicamente, le noci sono pronte per essere addizionate dell’alcool e degli eventuali aromi. Il prodotto così ottenuto dovrà essere posizionato in una zona parzialmente esposta al sole, saltuariamente aperto e rimescolato, e filtrato non prima di 60 giorni. Si consiglia di effettuare l’imbottigliamento in contenitori di vetro scuri e/o affinare il prodotto in botticelle di legno. E’ possibile scegliere sia legno di rovere che di castagno a condizione che la botticella sia stata adeguatamente trattata prima dell’utilizzo. La conservazione del nocino deve essere effettuata in un luogo fresco e per un tempo minimo di 12 mesi se si desidera apprezzare a pieno tutte le caratteristiche organolettiche di questo liquore.

Ingredienti: -amarene ben mature kg. 1 -un buon vino rosso lt. 1 -alcool da liquore gr. 300 -zucchero semolato gr. 300 -un baccello di vaniglia -un bastoncino di cannella

Preparazione:
Lavare le amarene, togliere loro il picciuolo (non il seme) e lasciarle un giorno all'aria. Metterle poi in un grosso bottiglione, unire il vino rosso (preferibile il Montepulciano d'Abruzzo), aggiungere il baccello di vaniglia e la stecca di cannella, chiudere leggermente con un tappo, legarvi sopra una pezzuola e lasciare il bottiglione al sole per 40 giorni. Ricordare che il liquido deve arrivare a 10-15 centimetri sotto il collo del bottiglione. Trascorso questo tempo filtrare il vino facendolo passare da una tela non troppo spessa lasciandolo cadere in una capace terrina; levare la cannella e la vaniglia e strizzare leggermente le amarene nella tela. Unire a questo liquido lo zucchero, mescolarlo bene, quindi aggiungere l'alcool; lasciarlo riposare per una giornata, poi imbottigliare ermeticamente

 

 

La nostra cucina

TORRETTA DI MELANZANE

Melanzane grigliate, pomodoro e mozzarella di bufala alternate e motate una sull'altra sino a formare una torre. Condita con olio extravergine di olive e guarnita con lattughino basilico e foglie di grana.

 

SALMONE MARINATO AGLI AGRUMI

Il salmone sfilettato e pulito viene messo sotto sale e zucchero per 24 ore, " Il sale per la didratazione e lo zucchero per bilanciare la salinità" passate le 24 ore viene lavato easciugato e pronto per essere servito con salsa agli agrumi.

TAGLIOLINI ALL'UOVO CON RAGù BIANCO DI VITELLA BACCHE DI GINEPRO E FOGLIE DI GRANA

Una delle salse molto apprezzate è il ragù bianco preparato tutti i giorni con carne scelta di vitella, accompagnano perfettamente i tonnarelli all'uovo con aggiunta di petali di grana e bacche di ginepro.

 

risotto alla mediterranea al profumo di curry

Non il solito risotto alla pescatora ma un pizzico di oriente che si abbina perfettamente ai sapori mediterranei.

Riso carnaroli con frutti di mare del mediterraneo e profumato con una delle spezie più usate dalle cucine orientali.

 

Rigatoni con la pajata

La cucina romana tradizionale è fondata su ingredienti di derivazione rurale e contadina, di origine vegetale ed animale, preparati secondo ricette spesso tramandate di generazione in generazione in ambito famigliare. Poiché si è sempre trattato di pietanze ricavate da una terra molto fertile e produttiva, destinate a soddisfare le esigenze energetiche dell'uomo impegnato nel lavoro nei campi e spesso consumate nell'ambito di una od al massimo due sedute alimentari quotidiane, le preparazioni della cucina romana sono idealmente associate a piatti particolarmente nutritivi, somministrati in porzioni abbondanti

Pajata (in Romanesco) o Pagliata (in Italiano) è il termine con il quale si identifica l'intestino tenue del vitellino da latte o del bue, che viene tipicamente utilizzato per un piatto di pasta, tipicamente i rigatoni. Questa è una ricetta tipica della cucina romana. In questa ricetta, l'intestino viene lavato, ma non privato del chimo, in modo tale che, una volta cucinato, possa dar forma ad una salsa di sapore acre e forte, normalmente ottenuta utilizzando anche pomodoro.

coda alla vaccinara

Nata nel cuore di Roma, nel rione Regola dove abitavano i vaccinari, la coda alla vaccinara è considerata la "regina" del quinto quarto, ovvero quel che rimane della bestia vaccina dopo che sono state vendute ai benestanti le parti pregiate. Del quinto quarto fanno parte la coda, la trippa, la pajata, il cuore, la milza, e tutte le frattaglie. Da sempre considerata emblema di una particolare romanità "greve e caciarona" è un piatto che va rivalutato e rispettato,

Si prende una coda di bue e la si lava sotto l'acqua corrente per toglierle le tracce di sangue. Si taglia a tocchi, o "rocchi", e la si mette a rosolare con un trito di cipolla carote sedano e olio extravergine. Si fa evaporare l'acqua buttata fuori dalla coda, si sfuma con del vino bianco secco si fa cuocere per un quarto d'ora coperta. Quindi si aggiunge un chilo di pomodori pelati a pezzi. Si lascia cuocere per circa un'ora, poi si allunga la salsa con dell'acqua calda fino a coprire la coda, si incoperchia nuovamente e si prosegue la cottura per altre 3 ore. Nel frattempo si lessa del sedano. Appena pronto, si scola e si mette in un tegame con un po' di sugo della coda e una spolverata di cacao amaro. Questa salsa va fatta bollire per qualche minuto e poi va versata sulla coda al momento di servire.

ossobuco con riso allo zafferano

Vi sono vari modi di prepararlo. Può essere servito come seconda portata, ma può anche accompagnare il risotto allo zafferano. La parte da cucinare proviene dalla tibia della vitella da latte, da cui si ricavano fette di circa 3-4 cm di altezza, contenenti l'osso che, nel piatto mostra, appunto, il buco contenente il midollo.

Il nostro piatto viene composto con ossobuco alla romana con trito di verdure e pomodoro e accompagnato con riso allo zafferano.

baccala' cremolato con uva passa e pinoli

Il filetto di baccalà viene gratinato al forno, a parte viene preparato il composto per il cremolato con ciopolla tagliata fine uvetta pinoli e crma di latte.

A cottura ultimata del baccalà viene ricoperto con il composto di crema preparato a parte.

tiramisu agli amaretti

Lo caratterizzano il gusto intenso e delicato, per prepararlo secondo la ricetta originale servono i seguenti ingredienti: biscotti savoiardi, tuorli d'uovo, zucchero, caffè, mascarpone, cacao in polvere. Nella ricetta originale non è previsto liquore, in quanto il dolce nella sua origine era destinato a tutti, sia ai bambini sia agli anziani, la forma originale del dolce è rotonda[35] anche se la forma dei savoiardi favorisce l'uso rettangolare o quadrata della teglia.

Variante del nostro chef sono gli amaretti seguendo sempre la ricetta e la procedura originale, variante nata e dedicata ad un affettusa cliente che per prima ne ha apprezzato il particolare gusto.

semifreddo ai pistacchi di bronte e cioccolato al gianduia

Versione riveduta del semifreddo alle mandorle buonissimo simile al gelato con aggiunta di cioccolato al gianduia.

La ricetta è composta da uova, panna, zucchero e pistacchi di Bronte, ideale per il dopo pasto, fresco semplice e gustoso.

Il pistacchio (Pistacia vera L.) è un albero della famiglia delle Anacardiaceae. Può raggiungere un'altezza di ca. 12 metri e un'età di 300 anni. È originario del Medio Oriente, dove veniva coltivato già in età preistorica, particolarmente in Persia. Gli arabi lo introdussero in Occidente. La parola "pistacchio" deriva, attraverso l'arabo (fustuaq), dal persiano (پسته pesteh). Il termine siciliano festuca o frastuca con il quale si indica sia la pianta che il frutto prodotto, deriva direttamente dalla parola araba

crem caramel

Crème caramel, chiamato anche caramel custard è un tipo d budino di origine portoghese con uno strato di caramello liquido in superficie, a differenza della crème bruleè, che è un budino con la cima di caramello duro. Gli ingredienti sono latte, uova, zucchero e, di solito, vaniglia, secondo quantitativi che possono variare sensibilmente..

'Crème caramel' è un termine francese,nonostante sia lusitano ed è un piatto molto diffuso i Europae nel mondo, conosciuto come 'flan' nei paesi di lingua spagnola. Anche negli stati uniti, è conosciuto soprattutto come piatto latino-americano quindi è spesso chiamato 'Flan'; in Europa invece è generalmente chiamato crème caramel..

Puoi consultare il nostro menù direttamente da quì o apri la versione pdf da stampare e consultare quando vuoi.

 

Menù pdf

 

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Dicono di noi

Rubrica arte in tavola di Manuela Pacelli.

Ristorante molto curato nell’arredamento e nella cucina, la Pentolaccia è davvero oggi a Roma il ritrovo del gusto e dell’eleganza, raffinatezza trasposta nell’arte del saper ben preparare i piatti della tipica tradizione romana, con uno sguardo e un attenzione per le materie prime scelte. Il titolare Massimo e lo chef Felice Giannobile deliziano e coccolano il loro ospite con una creatività e una professionalità data da tanti anni nel campo della ristorazione e dalla passione che mettono nel loro lavoro; il ristorante è rinomato anche per eventi speciali, cene e pranzi di lavoro con un servizio ad hoc per il cliente. Read more

 

Rapido pranzo di lavoro con collega. Cortesissimi i camerieri, tipico, ordinato e pulito il locale, cucina molto assortita e ottimo rapporto qualità/prezzo. Mi è sembrato il posto ideale per pranzi di lavoro e sono stato anche piacevolmente colpito dal prezzo onesto 27 euro a testa (fattura) per antipasto, calamari ai ferri, gelato cin frutti di bosco freschi, acqua e caffè. Rispetto al ristorante li vicino di cui ho parlato di recente... un altro pianeta. Read more

 

W i tonnarelli

Siamo stati a pranzo durante un viaggio di lavoro e devo dire che anche se un pò titubanti perchè consigliati dall'hotel dove alloggiavamo , solitamente amiamo scovare osterie o trattorie per conto nostro, siamo rimasti soddisfatti. Ottimi ed abbondanti i tonnarelli alla cacio e pepe ed anche gli involtini di bresaola con gorgonzola e noci. Anche il costo è adeguato . Read more

 

Ero da quelle parti per motivi di lavoro e ho voluto provare questo ristorante ben recensito da parte di TripAdvisor. In effetti mi sono trovato bene a partire dall'accoglienza personalizzata ed affabile e dal locale ospitale. Le portate sono prevalentemente quelle tradizionali romane con un'ampia varieta', incluse le piu' semplici ad esempio le zuppe, che abbiamo scelto e apprezzato. Non ho trovato la cucina affatto pesante, pur avendo chiesto verdura ripassata... Il conto assolutamente non caro, anzi. Molti gli stranieri in sala, ma il ristorante e' consigliabile anche per i "locali"... Read more

 

Contact

 

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00187 ROMA
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